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- Si batte la fiacca.
- Non hai visto il cartello?
- Che cartello?
- Non disturbare.
- Avevi da fare?
- No, e allora?
- A dormire c'è sempre tempo.
- Appunto. Perché adesso no?
- E dai. Qualche parola, una battuta spiritosa.
- Fa caldo.
- Tutto qui?
- Volevo dire, fa troppo caldo. Ripassa fra due settimane.
- Scherzi?
- Anzi, ho già un occhio chiuso.
- Fossi in te mi preoccuperei, altro che dormire.
- Preoccuparmi? E di che?
- Il mondo va a rotoli.
- Addirittura?
- Non vedi? È uno sfacelo.
- Sarà il caldo. Anch'io mi sento uno schifo.
- Ti pare?
- E come!
- Ma allora le guerre, la violenza...
- Certo, colpa del caldo.
- Stai esagerando, amico.
- Se non mi credi, leggi il giornale.
- Lo dice il giornale?
- Tu leggilo. Male non fa.
- Mi dài retta?
- Non vedi che sono impegnato?
- Non scherzare, non è il momento.
- Cosa credi? Ho una vita, io.
- Sì, e la stai sprecando qui.
- Guarda, solo per amicizia.
- Siamo amici?
- Perché no?
- In effetti.
- Fa comodo, un amico.
- Altro che.
- Per esempio, se hai un problema.
- Tipo?
- Tipo che hai il mal di testa.
- L'amico che fa?
- Guarda la televisione.
- Lui guarda la televisione?
- Proprio così.
- Scusa, e io?
- Gli porti da bere! Se no, che amico sei?
- L'ho comprato, poi.
- Che cosa?
- Il giornale.
- E bravo.
- E ho pensato...
- Lo vedi? Ti dicevo che dà da pensare.
- E infatti.
- Quindi?
- Mi piacerebbe fare il giornalista.
- Io l'ho fatto, una volta.
- Ma quando mai.
- Se te lo dico.
- Era faticoso?
- Stavo sempre seduto.
- Ah! Non si patisce.
- Credi? È una sofferenza, invece.
- Ma non ti puoi alzare mai?
- Macché. Ti licenziano.
- Nemmeno per guardare dalla finestra?
- Nemmeno.
- E come fai?
- Che cosa?
- Le notizie, dico.
- Le porta il ragazzo delle pizze.
- Comodo!
- Abbastanza. Ma erano pasticci, amico.
- Come mai? Si faceva aspettare?
- Faceva un pacco solo. Per fare prima.
- Brutta cosa, la fretta.
- E le notizie si imbrattavano.
- Per forza.
- E che dire della mozzarella?
- Non era fresca?
- Più delle notizie, di certo.
- E poi?
- Cioè?
- Com'è che hai smesso?
- Guarda, una vera disgrazia.
- La cipolla è finita in prima pagina?
- Mi si è rotta la sedia.
- Sono curioso.
- Brutta malattia, la curiosità.
- Non ti sei mai chiesto...
- No.
- Fammi finire.
- Ho mal di testa.
- Quando mai hai avuto una testa?
- Fa male, ti dico.
- Emicrania? Cervicale?
- Cervicale.
- Allora non c'è niente da fare.
- Aspetterò.
- Inutile aspettare. Non passa.
- Prendo una pastiglia, che so.
- Amico, le farmacie sono chiuse.
- Non hai niente in casa?
- No. Però...
- Cosa?
- Accendo la televisione, se vuoi.
- Lo fa passare?
- No.
- Come faccio, allora?
- Non pensarci.
- E poi?
- Basta. Non pensarci e basta.
- E passa?
- Ti dispiace star zitto?