Connettività, sistemi, usabilità. Tutti i mondi introvabili sono sotto la loro custodia.

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Oggi qui, domani quo

- Sempre in giro, tu.
- Mi vogliono dappertutto.
- Come arrivi, parti.
- Come penso, smetto.
- Che fortuna, trovarti.
- Dieci minuti fa ero in cucina.
- Ma ti fermi?
- Tra mezz'ora sono in tinello.
- Mandami una cartolina, mi raccomando.
- Ci provo, ma ho i minuti contati.
- E stasera?
- Alle venti passo dal bagno.
- Ci vediamo là?
- Purtroppo è una seduta riservata.
- Cose importanti, immagino.
- Non senti odore di novità?
- Ti incrocio per cena?
- Dovrei fare il giro del divano.
- Almeno una sigaretta.
- Speriamo, se il portacenere è in orario.

Timorati di io

- Come va, con le paure?
- Le prendo già pronte.
- Ma le trovi su misura?
- Taglia unica, è meglio.
- Davvero?
- Prova, non costa niente.
- Sembro un attaccapanni.
- Invece sei un calabrache.
- È scomodo.
- Perché non ti accomodi.
- Devo sedermi?
- Più che altro devi distrarti.
- Ma mi annoio.
- Allora manifesta sdegno.
- E se inciampo?
- Cadi.
- In terra?
- No, sempre in piedi.
- Senti, e questi ideali?
- Cos'hanno che non va?
- Sono scaduti.
- Anche prima erano scadenti.
- Non c'è niente di meglio?
- Come no: la guerra.
- C'è la guerra?
- Sì, il martedì sera.

Coppie di fatto

- Facciamoci i complimenti.
- Sì, congratulazioni.
- Che belle virgole hai.
- I tuoi punti mi fanno impazzire.
- Ti piacciono gli italioti?
- Preferisco gli anglicani.
- Quando pensi di andare a capo?
- Venerdì, se tutto va bene.
- Chiamami, che ti accompagno.
- Vado con un'amica, se non ti spiace.
- È vero amore?
- Non so. Ma c'è tanta complicità.

W la pappa

- Neanche davanti ai morti.
- Ma dietro sì, eccome.
- Ci vorrebbe un po' di umanità.
- Sei miliardi non bastano?
- Tutti i giorni si ammazza.
- Poveraccio.
- Nemmeno i bambini risparmiano.
- Spendaccioni.
- E noi cosa facciamo?
- Oggi, palestra.
- L'elemosina ai barboni.
- Il fondotinta alla zingara.
- Un pacco di pasta per i terremotati.
- Mettici il pomodoro, almeno.

La guerra dei balconi

- Che infamia.
- Che vergogna.
- Buttano giù di tutto.
- Chi sta sotto si arrangi.
- Pelle di salame.
- Frattaglie, creste di gallina.
- Baffi di gatto.
- Avanzi di pranzi.
- Cocci di alambicchi.
- Cicche, mozziconi.
- Medicinali scaduti.
- Fondi di caffè.
- E poi gridano.
- Si sgolano.
- Ma non sono tutti fratelli?
- No, ci sono anche i cugini.
- Gli amici.
- I garanti.
- I reggicoda.
- I portaborse.
- Sembra una sceneggiata.
- Invece è una farsa.
- E la tragedia?
- Viene dopo il complotto.
- C'entrano le multinazionali?
- Sì, ma col filtro.
- Tutto fumo, insomma.
- Ma non c'era il divieto?
- Infatti: divieto di accesso.
- E la circolazione?
- A senso unico.

Chi non c'è, non c'è

- Quindi i geni esistono.
- Solo quelli patentati.
- E invece il solitario?
- Si fa quando piove.
- Allora bisogna impegnarsi.
- Tanto.
- Tanto quanto?
- Tanto non ti prendono.
- Ma io ho studiato.
- Sì, ma non hai capito.
- E poi leggo.
- I libri sbagliati.
- E quelli giusti?
- Ti manca l'esperienza.
- Ci vuole esperienza?
- Solo se non ce l'hai.
- Qualcosa ho fatto.
- Qualcosa cosa?
- Ho lavorato.
- Tuta blu?
- No. Sempre in nero.
- E cosa stai preparando?
- Frittata con cipolle.
- Romanzi, interventi, niente?
- Non faccio storie.
- Sei un inetto, ecco la verità.
- Erano anni che la cercavo, grazie.
- Figurati, per così poco.
- Ma dove l'hai trovata?
- Ce l'avevo qui, in tasca.

Fare gli straordinari

- Visto che poesia?
- Di versi ne fa parecchi.
- Ce l'ha nel sangue.
- Ecco perché non si vede.
- Lo ascolteresti per ore.
- Beati i sordi.
- Ho le lacrime agli occhi.
- Ho un foruncolo sul naso.
- Sono storie universali.
- Tutto il mondo è paese.
- Ti ci riconosci.
- E non è un bel vedere.
- Come sa descrivere i vizi.
- Perché è amico del padre: l'ozio.
- Ma se ha fatto cento mestieri.
- Per forza, lo licenziavano sempre.
- Lui si è fatto da sé.
- E si vede.
- Giovanissimo, andava per il mondo.
- Bighellone.
- Ha fatto la fame.
- Si dice appetito.
- E pensa, non ha mai voluto fare la patente.
- Peccato licenziare l'autista.
- Insomma, un uomo eccezionale.
- L'eccezione che conferma la regola.

Scarpe rotte eppur bisogna andar

- Hai visto? È nuovo.
- Ma i vizi sono quelli vecchi.
- Stanno barricati?
- Sì, in salotto.
- La rivoluzione?
- Con calma.
- E la lotta?
- Per ora, solo ginnastica.
- Si esercitano.
- Certo, contro il sistema.
- Infatti è brutto.
- Ma loro sono tristi.
- Non tristi: indignati.
- Per forza.
- No, per abitudine.
- Almeno fanno qualcosa.
- Anch'io faccio pena.
- Sì, ma la tieni tutta per te.