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Dillo con parole mie

- Apriamo un dibattito?
- Prendo il bicchiere.
- Ci serve un argomento.
- Ci serve una bottiglia.
- Parliamo del bello?
- E' piu' interessante il ricco.
- Un sano confronto di opinioni.
- Un chilo anche a me, grazie.
- L'amicizia? Gli amici sono importanti?
- Più che importanti, influenti.
- Vorrei sentire altri pareri.
- Vorrei, ma non voglio.
- Quelli che non parlano mai.
- Zitti e mosca, così mi piace.
- C'è una risposta per tutti.
- Picche.
- Sentiamo chi non è d'accordo.
- Io non sento niente.
- Le ragioni dell'altro sono preziose.
- Rubiamogliele!

Affinità elettive

- Tu sì che sei simpatico.
- E tu, che stile.
- Sei un fenomeno, lo sai?
- E che cultura, ti invidio.
- Il tuo genio non si discute.
- E la tua intelligenza? Prodigiosa.
- Ma questo l'hai pensato tu da solo?
- Per le virgole ho chiesto in centro.
- Sai che mi hai commosso?
- Io la prossima volta piango.
- E la storia delle lenticchie? Che risate.
- E la faccenda della mela? Da morire.
- Che fortuna, conoscerti.
- Che privilegio, ascoltarti.
- Posso regalarti il mio allevamento di pidocchi?
- Ti prego, accetta in dono le mie pulci da spiaggia.
- Ti faccio vedere la mia collezione di sentimenti.
- Guarda, è il mio manuale di baci e abbracci.
- S'è fatto tardi, peccato.
- Mi si spezza il cuore, a lasciarti.
- Ci salutiamo?
- Magari un'altra volta.

Meglio tonti che morti

- Di' qualcosa.
- Che cosa?
- Qualsiasi cosa, parla, sbrigati!
- Salve. State bene?
- Mi viene male.
- Non rispondono. Cafoni.
- No, che non rispondono. Si impegnano, loro.
- Poveracci.
- Ma non capisci?
- Abbi pazienza.
- Per una volta che ci danno un'occasione...
- Che occasione?
- Di farci un nome, no?
- Quello che hai non ti piace?
- Avere un po' di notorietà.
- Facciamo così.
- Come?
- Tu muori tragicamente.
- Tragicamente quanto?
- Almeno cinque minuti.
- E tu?
- Io, dico pane al pane.
- Cioè?
- Senza false ipocrisie.
- Infatti sono verissime.
- I fatti nudi e crudi.
- Non mi piacciono, troppo crudi.
- Sei morto, e a me?
- Scusa?
- Mi hai mai lustrato le scarpe?
- Sei sempre in ciabatte.
- E le sigarette? Me le hai mai comprate?
- Rubavi le mie.
- Chiedo solo un po' di tranquillità.
- Ti ho svegliato? Mi dispiace.
- Un panfilo, una villa al mare. E tu niente.
- Un canotto ce l'avevo. Ma poi si è bucato.
- Io soffro, lo sai?
- D'insonnia, no.
- Sento una pena infinita.
- Anch'io, qui dietro. Certe fitte.
- Che dici, giro il cuscino?

Viaggi organizzati

- Ciao. Parto.
- E dove vai?
- In paradiso.
- Così, tutt'a un tratto?
- Sono disgustato.
- Anch'io ieri sera sentivo tanta tristezza.
- Tutti questi villani.
- Li prendi a schiaffi, e neanche ringraziano.
- La corruzione dilaga.
- E noi, niente?
- L'aria è inquinata. L'acqua è inquinata.
- Fa' un bel respiro. E giù un bel sorso.
- Lavoro, sempre lavoro, nient'altro.
- Otto ore di sbadigli, un massacro.
- E anche oggi piove.
- Facciamo una bella lampada?
- Allora, tanti saluti. Vado.
- Ma torni?
- Non credo.
- Una curiosità.
- Cioè?
- Ma in paradiso, come si paga?
- Con i soldi, perché?
- Niente. Quasi mi preoccupavo.

Mestizia

- C'era una volta un vecchio.
- Ormai sarà morto.
- Camminava piano, con un bastone.
- Ogni bambino che passava, una legnata.
- I prati erano pieni di fiori.
- Ma lui aveva il naso chiuso e un occhio di vetro.
- Tutti gli anni passati in quella casa.
- Una vita in ciabatte.
- Fece un sorriso triste, guardando il cielo.
- E fu lì che il piccione.

Cerco e soffro

- Guarda, una valanga di offerte di lavoro.
- Ma non c'era la crisi?
- Qui cercano dieci venditori.
- E quanti venduti?
- Qui sessanta agenti.
- Il fascino della divisa.
- Qui ne vogliono ottanta per il recupero crediti.
- Fortuna che ho solo debiti.
- Qui duecento, da avviare alla carriera di promotori.
- Non trovo più il portafoglio.
- E poi, quante occasioni per il primo impiego.
- Occasioni, proprio: stipendio a rate, aumenti zero.
- Sei un giovane ambizioso?
- Un arrampicatore sociale?
- Spigliato e creativo?
- Mentitore professionista?
- La competizione ti stimola?
- Lo sgambetto ti affascina?
- Certo, bisogna essere flessibili.
- Praticamente pieghevoli.
- Se possibile, automuniti.
- Autopagati è meglio ancora.
- Ambosessi, chiaramente.
- Sì, la stessa posizione per tutti e due.

Mali animali

- L'hai saputo?
- Che cosa?
- L'iguana dell'avvocato piange sempre.
- Mi avevano detto del paguro.
- Quale? Quello che non dorme?
- Quello sempre in braccio alla poetessa.
- Dici quella grassa?
- Ma no, quella che fa i versi a mano.
- Pensa, la foca del direttore è morta.
- Povero direttore, senza la sua foca.
- E il pidocchio dell'onorevole? Si gratta di continuo.
- Anche il bradipo della senatrice non sta bene.
- Il crotalo del ministro ha mal di testa.
- L'ameba del presidente sente le voci.
- E lui?
- Prende appunti.

Scontro d'inciviltà

- Il mio uranio è più ricco.
- Il mio petrolio è più nero.
- La mia donna è più nuda.
- La mia ha più figli. Maschi.
- La mia guerra è più giusta.
- La mia è più santa.
- La mia bomba è più intelligente.
- La mia è più umana.