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Hai perso? Sei fortunatissimo!

Giovedì 12 luglio, tempo terrestre, si sono affrontate nel fantasmagorico stadio Lumi Twonde, a Pist Nayma, le opposte compagini di CaCtus America e Lucky Europe. Si è giocato dunque in campo neutro, e la scelta della località non è stata casuale. Pist Nayma è infatti capitale, oltre che del sistema, anche del gioco e delle sorti. Ospita un gran numero di stadi e arene di ogni dimensione, ma senza dubbio il Lumi Twonde, rapidamente trasformato in vista del tragicomico scontro, vanta la posizione più suggestiva, appena al di sotto della città antica. Presenze soprannaturali hanno animato la partita, imperversando e intervenendo con millimetrico tempismo, suscitando entusiasmo e sconforto, deviando in bene o in male le traiettorie. Attirate dalle curiose tenute e dalle buffe movenze dei giocatori, amanti della sorpresa e dell'imprevisto, hanno seminato acciacchi e inciampi, con gran divertimento del numeroso pubblico. Non sarà facile dimenticare l'uomo paffuto, immobile fra i pali per l'intera partita, ascetico e turpiloquente come un santo; né il satrapo corridore, lucido nella sua geometrica follia; né il viavai pittoresco di mercanti e illusionisti, fanatici e sognatori che hanno danzato a ritmi frenetici sull'erba incantata. È finita con la vittoria di Lucky Europe per 16 a 10. Ma le presenze sogghignanti non lasciano presagire niente di buono.

L'espulsione dei guardofili

Storici e poeti hanno indicato chi in un evento chi in un altro la fine dello smarrimento. Tuttavia a detta di tutti la svolta fu segnata quando una pacifica sollevazione popolare, ricorrendo alla disobbedienza civile e alla resistenza passiva, costrinse le autorità a un silenzio olovisivo di cinque anni. Mute le antenne e i ripetitori. Opachi tutti gli schermi. La crisi di astinenza che quasi immediatamente si impadronì dei guardofili, sia attivi che passivi, portò al decreto provvisorio di espulsione, che sarebbe decaduto a disintossicazione conclusa. Furono confinati in aree semidesertiche, lontano da tralicci, cavi, tubazioni, parcheggi. Non potevano vedere altra scena che il mondo nel suo ritmico divenire. Non potevano udire che le loro stesse voci, non più filtrate e plasmate dai sintetizzatori. Gradualmente, sul fondo piatto e grigio delle loro percezioni tornarono ad affiorare le sfumature, le filastrocche degli uccelli riacquistarono sonorità e rima, il vento riprese a battere il tempo alle fronde, branchi di nuvole ripopolarono le azzurre praterie. Il giorno dell'espulsione uomini e donne cantavano per le strade un canto ribelle, mormorato in segreto nei lunghi anni in cui i guardofili erano idolatrati dal pubblico, vezzeggiati dai potenti, ammirati dai saggi. Il canto diceva: dove guardi, se niente accade? Chi guardare, se non m'incontri?

Da lontano

Oggi a Pist Nayma si celebra la festa della fondazione. Accade quando, per l'osservatore che si trova sullo scoglio Linta, la stella Daspo Inna sfiora il lontano picco del Nep Eksi, ai piedi del quale sorse il nucleo originario della città. La distanza, le condizioni atmosferiche spesso avverse per nubi o nebbia, le maree che sommergono periodicamente lo scoglio fanno sì che il fenomeno sia osservabile piuttosto di rado. Due navi con grandi vele tropoestetiche si incroceranno nell'ampio braccio di mare che separa le due isole, in corsa verso le opposte sponde. Gara, rito, cerimonia? Si rammemorano le vicende legate alla fondazione, ma le navi, le vele, il viaggio, l'incontro evocano un passato leggendario che in quest'occasione riemerge con la forza dell'evidenza, si impadronisce del presente e lo anima di colori più forti, tanto vivi da offendere gli occhi, che si socchiudono abbagliati. Il vento, compagno blando e amichevole o furibondo avversario; ora sorridente, ora ti volta le spalle. Le vele dei tuoi talenti, che ti fanno volare e vincere ogni corrente contraria, o si afflosciano stanche, o si gonfiano più di quanto la nave possa reggere, e tu devi ammainare o finisci disalberato. Lo scoglio Linta è solo una scheggia scabra e tagliente; chi vi approdasse a nuoto, esausto e scalzo, può scalarlo solo dal lato più ripido, dove la roccia si sporge in una serie di appigli, fino ad aprirsi in una sorta di nicchia. Da qui, si racconta, puoi vedere tutta la tua vita. E distinguere quel sorriso pericoloso, nel geroglifico delle onde.

Morte in coda

Riferiscono fonti degne di fede che ieri un uomo è morto. La notizia, dopo un batti e ribatti di smentite, commenti a caldo ed edizioni straordinarie, è stata da poco confermata. Ora le autorità competenti si trovano nell'imbarazzante necessità di organizzare le esequie; imbarazzante perché la morte è un accadimento così inaspettato e sporadico, nel sistema, che a malapena ricordano, da un caso al successivo, quel che si debba dire e fare in simili evenienze, sia nella sfera pubblica che in quella privata. Si usa dire qui che la morte ha perso il conto dei giorni; e non c'è da stupirsene, dal momento che il tempo procede con un ritmo tanto irregolare e capriccioso. L'uomo, del resto, era un appassionato di sport estremi, come le trasmissioni olovisive in prima serata, le code alla cassa del supermercato, le riunioni condominiali. Messo così duramente alla prova, anche il tempo più anarchico si addormenta. E la morte può approfittarne per un'occhiata ai registri, un passaggio rapinoso, una subitanea convocazione.

Interspazio lento

Il disastro dei giorni di sabato 31 marzo e domenica 1 aprile, tempo terrestre, è ormai di pubblico dominio. Taskro Adost, Quarta Autorità del sistema, ha rassegnato le dimissioni, immediatamente respinte. È d'uso, su Phoor Twona, che funzionari e delegati pubblici approfittino del minimo inciampo per dimettersi e ritirarsi a vita privata. Tuttavia i superiori concedono loro di andarsere soltanto in caso di mancanze minime, false o procurate ad arte. Questo non era il caso. Le conversazioni tra gli ospiti terrestri sono rimaste bloccate per quasi cento ore. Inoltre i flussi interspaziali sono divenuti, per ragioni ancora inesplicate, intermittenti e capricciosi. Il solerte Adost è stato dunque riconfermato, e ha rapidamente approntato un piano d'intervento. Si è recato a Vanden, ed è partito per una meravigliosa gita sulle rive dell'Osart, che in questa stagione si popolano di miriadi di uccelli variopinti. La sua stima perché la tranquillità, il sole e la brezza del fiume gli suggeriscano un'idea di accettabile efficacia è stata di due settimane.