Connettività, sistemi, usabilità. Tutti i mondi introvabili sono sotto la loro custodia.

fantassenza

28 maggio 2010, 14:31

Si capì, in seguito a mirati esperimenti di ingegneria sociale, che il lavoro non comportava necessariamente una retribuzione commisurata, anzi le due cose erano del tutto indipendenti. Si può pagare molto chi non fa nulla o fa peggio, danneggiando il prodotto per incapacità e supponenza, e castigare impegno e passione con un salario basso, o qualche vaga promessa di un contratto futuro. A questa raggiunta consapevolezza, grazie anche al superamento di vecchie remore, si deve il mirabile ridimensionamento dei problemi dell'occupazione: ora nessuno teme di assumere, poiché assumere non significa pagare, e neppure fa più paura il laureato da adibire al carico e scarico delle merci, subalterno di capi più giovani, svogliati e faciloni, inclini per natura o per abitudine all'umiliazione dei sottoposti; si è imparato infatti che l'uomo è ciò che fa, sicché un'attività servile renderà servo chi vi è costretto. Se poi l'attività non fosse servile di per sé, ci si preoccupa di renderla tale sfrondando o congelando con regole le parti per le quali occorrerebbe discernimento, finché sia alla portata di un asino alla stanga.

24 maggio 2010, 11:29

Alla scomparsa ci si rassegna, da principio, perché non se ne avvertono i vantaggi, ma solo la ferrigna inevitabilità. Fuori è tutta una festosa baraonda di fuochi d'artificio, le mani sono sempre impegnate a stringere altre mani, a dar pacche su spalle altrui, a far cenni d'approvazione; le facce sono tirate da ogni parte, come capita a certe giacche nella ressa dei postulanti, nel tentativo di soddisfare il maggior numero di richieste, e raccoglierne i proventi consolatori. Non si può mancare ai raduni di fine settimana, fiere della simpatia.

20 aprile 2010, 16:10

Il sorrisone è invincibile. Contro di esso nulla possono la logica più affilata né il senso del ridicolo, a cui ricorda un parente partito anni prima per l'altro capo del mondo, tornato ricco, borioso e quasi irriconoscibile. Il sorrisone è disarmante, non si lascia disarmare, e senza combattere già trionfa. Conosce bene le nostre debolezze, e sottovoce, all'orecchio, ci confida che sono anche le sue: perciò è pronto ad assecondarci. Sii simpatico, e non morrai: questo è il suo lieve, giocondo evangelo.

20 aprile 2010, 10:49

In certi ristretti periodi l'occhio dei selezionatori si estrania dalle accademie e dalle sale di prova, dimentica temporaneamente la prassi che vaglia gli aspiranti idraulici per arrivare alla consacrazione finale, dopo un lungo processo di apprendistato, di pochi eletti.
Il loro sguardo si leva dalle terrazze gioiose, cala dalle balconate da cui, durante le feste in maschera, usano sporgersi vecchie damigelle in ghingheri, vampiri e orsi ammaestrati, e plana sul plebeo mare, giù nelle strade, si ferma a certi crocicchi, dove i poveri ballano con ingenuo entusiasmo sulle note di una musica nuova.
In questi brevi momenti i gradi sono aboliti, si viene assunti lassù con uno strappo rapinoso, il drappo morbido e profumato della notorietà riscalda e illumina di una luce oltremondana chi un attimo prima si disputava l'angolo meno in ombra del selciato. E in questi brevi momenti, se noi della marmaglia accantoniamo l'invidia e il rancore, se quel brillare lontano non ci distrae con il suo umiliante sottinteso, il proposito dei selezionatori diventa evidente, distinguiamo le loro intenzioni, che ora appaiono meno insensate, anzi del tutto ragionevoli.

30 marzo 2010, 01:16

Non ha timore di far sentire la sua voce, e le parole scorrono e fanno ressa come nuvole scompigliate dal vento furibondo di marzo. Non si preoccupa di stancare o annoiare l'uditorio, poiché sa che il suo discorso ha un posto nel mondo, e come tutto ciò che cresce ha diritto alla primavera. Se l'angoscia lo coglie, scoppia in lacrime, disperato e inconsolabile; se la felicità lo sorprende, nulla può trattenere o rimandare la sua gioia, che è rara e preziosa, e non può essere conservata per il futuro; abita infatti oltre la cortina del tempo. Ovunque vada, non è solo, poiché gli è compagno l'invisibile. Di mostri raccapriccianti riconosce la bellezza innocente, e se ne rallegra. Niente lo rattrista come la necessità, in cui non ha fede; vi si ribellerà sempre, finché le circostanze e un tardivo buon senso non lo costringano alla conversione. Il suo coraggio non ha incrinature, né esita a mentire; menzogna e verità lo tengono entrambe per mano, sorelle troppo somiglianti per non indulgere nel gioco dello scambio. Trova meraviglie in ogni pertugio, meccanismi prodigiosi sotto la ruggine, e ogni suo simile è l'amico con cui attraversare questi eterni pomeriggi di sole. Tale è l'uomo, nei suoi cinque anni.

23 marzo 2010, 17:50

Se ne vorrebbe uscire. Inevitabilmente sconfitti, ma che fosse finita. Invece la sconfitta, sempre incombente, continuamente annunciata, si fa aspettare. La giostra dei simpatici gira veloce, con file di lampadine, la musica dei supereroi a fumetti, code promettenti che si abbassano a un soffio dalle mani protese dei bambini, e poi guizzano via.
Certo, a ogni giro qualcuno vince, e riceve il suo premio: un altro giro, un'altra promessa elusiva, da seguire senza domande. Nel chiasso, nel lampeggiare di fari, tra gli strilli e gli slanci, una bambina rimane assorta e triste sul cavallo che caracolla meccanicamente.

17 marzo 2010, 08:55

Non resta che assistere, nella maniera più discreta possibile, alla propria vita. Senza esimersi dal dare un contributo, quando richiesto, quando sia inevitabile. Quando ritrarsi fosse una civetteria, un mettersi in mostra, allora si deve partecipare. La partecipazione sarà anonima; salutandoci ci scambieranno per qualcun altro, in una casuale conversazione ci verranno attribuite vicende altrui. Faremo quel che ci viene richiesto dalle circostanze, in fretta e senza lasciare tracce.

23 settembre 2009, 09:53

Il luogo comune degli idraulici inabili alla vita pratica ha evocato ormai in forma stabile la corrispondente realtà: non saper fare cose manuali o annoiarsi per gli aspetti tecnici dell'attività creativa sono i requisiti minimi che si richiedono all'idraulico affermato. Se aspirano alla condizione di personaggi o l'hanno già conseguita e intendono conservarla, sono abbastanza accorti da non vantarsi di tali ripulse e incapacità, ma riconoscono il valore della tecnica e delle mani sporche; purché siano mani altrui. Il fascino residuo che aleggia intorno al loro mestiere è ancora sufficiente ad allettare qualche manovale di campagna, che si presterà a soccorrerli alla bisogna, senza compenso, anzi grato dell'onore che gli tocca.