Connettività, sistemi, usabilità. Tutti i mondi introvabili sono sotto la loro custodia.

fantassenza

22 settembre 2009, 12:50

Accade che i maestri delle arti, incapaci di dar retta alle pretese dei committenti più che alle esigenze del mestiere cui hanno consacrato la vita, siano infine scalzati dai cultori e praticanti del press'a poco, dell'improvvisazione, della faciloneria. Costoro infatti, proprio in virtù di quei loro atteggiamenti rilassati cui indulgono tanto nell'opera quanto nella vita sociale, si procurano amici tanto quanto i primi sono solitari, e tanto più sono ascoltati, dal momento che si guardano dallo scontentare gli interlocutori, quanto i primi negletti. Amicizie frutto dell'utile: poiché siffatti amici procurano clienti e commesse. E se si obietta che la clientela debba venir meno, e con essa le amicizie, quando l'opera si riveli difettosa o incompleta, la prosperità di questi praticanti, che sfida i tempi di crisi e anzi perdura laddove i maestri sono costretti ad abiurare o soccombere, dimostra che l'opera non è altro che un pretesto, di cui si chiacchiera leggermente durante gli aperitivi.

21 agosto 2009, 17:34

Chi vuol essere vivo si premuri di dar notizia di sé. I vivi sono infatti soggetti all'obbligo di mangiare, dunque di servire, e non si viene assunti a servizio se non si è noti, quanto meno all'ufficio di collocamento. Chi non fa notizia è appunto ignoto, non gode di alcuna fama, è un infame. L'infamia che non si deve a un atto, ma a una omissione; perché allora non risolversi a un poco di intraprendenza, e occuparsi della propria pubblicità? Tuttavia anche l'atto che sottrae all'infamia deve essere pubblico, perché sia efficace. E come può compiere un atto pubblico l'infame, che è non vivo e non visibile? Parrebbe dunque che questa particolare infamia sia innata, e non vi si possa sfuggire se non per l'empito che produce qualcosa di innegabile nelle vite altrui, una ferita nel corpo morbido ed elusivo della notorietà.

24 luglio 2009, 12:16

Se calcoli e pensi del tuo, costruisci l'edificio curando le proporzioni col raziocinio quando non badando alle convenienze del vicino, del gruppo, dei consorti, se procedi attentamente vagliando la rispondenza alle intenzioni, tutto deve essere giustificato e tutto ti può essere contestato. Prepara dunque accurate spiegazioni su ogni punto, svolta e scelta, in vista del dibattito, delle critiche e delle accuse.
Se invece riferisci ciò che hai visto o sentito, puoi trascurare il resto. Non hai nulla da difendere, se non il fatto che eri lì, il tuo stato di testimone, che tuttavia in questi casi non può essere provato, poiché eri solo, e nessuno può garantire per te.
Illustri idraulici del presente e del passato vengono accusati d'aver costruito impianti a puro scopo di propaganda, come dicono gli uni, o di apologetica, come si esprimono gli altri. Entrambi sono del tutto convinti, anzi danno ormai per scontato, che tali impianti non abbiano alcun valore di testimonianza, ma si riducano a un agglomerato di materiali secondo certe regole ispirate al buon senso, allo studio e all'esperienza.

28 settembre 2008, 17:51

Quando costante della prima amicizia, cui il cuore bambino crede come a qualcosa di reale, diventano le promesse non mantenute, gli appuntamenti mancati, e l'affetto è continuamente ferito dai tradimenti, a tempo debito si impara a riconoscere quest'altalena in ogni piega del mondo, a far decantare il miele amaro delle delusioni. L'oggetto desiderato, che la promessa lascia intravedere, viene infine sottratto quasi regolarmente, o la promessa viene sconfessata, anzi fu un malinteso, un errore di protocollo. Rifare i documenti, presentarsi l'indomani mattina. C'era ma è temporaneamente esaurito, non c'è, non c'è mai stato. Abboccare ogni volta, senza perdersi d'animo né curarsi del ridicolo; accettare non renitenti le umiliazioni. Capire che la sottrazione è il segreto della presenza, l'astuzia che smuove, attira al di là. Proseguire nell'abbruttimento, consumarvi ogni risorsa, lasciare che l'identità pubblica vi si corrompa e si svuoti, afflosciandosi infine come un sacco. Potrà allora, se issata in cima a una picca, gonfiarsi al vento.

18 settembre 2008, 14:21

Il contributo di tutti per la gloria di pochi: ripetere a volontà, senza stancarsi, finché non subentri la convinzione. Se non si crede, far leva sull'abitudine, che, una volta radicata, fa le veci della fede, e, a differenza di quella, non cede al dubbio, non vacilla, non ha bisogno di conferme né di giustificazioni. L'importanza dei nessuno aspiranti protagonisti non è contestabile, del resto, quando si consideri il profitto: è l'idea che si possa arrivare ovunque che spinge alla corsa frenetica, all'acquisto di scarpe molleggiate e automobili a razzo, alla frequentazione di accademie della rincorsa e seminari del salto oltre il fosso. L'attrezzo crea il risultato: dunque ogni attrezzo è necessario, fino all'ultimo ammennicolo immaginabile. E dal costo degli attrezzi dipende il prestigio di queste attività di promozione della persona: perciò le pratiche di scrittura, troppo economiche, non attraggono investimenti, mentre hanno maggior successo la fotografia e il motociclismo.
Partecipa anche tu al concerto del mondo, perché è meglio fallire che non aver provato: il concetto ritorna insistente, anzi martellante, la quantocrazia sa quanto sia utile; e sono infatti gli arrivati a farsene portavoce, non i falliti.


DISCUTONO: A che cosa serve scrivere un libro che vende poco?

17 settembre 2008, 11:52

Non si figura in alcun elenco, neppure in quelli di manica larga, sterminati, che perdonano tutto e tutti comprendono in un largo, indifferente abbraccio. Se ci si presenta comunque a qualche appello, speranzosi o sfrontati, non si otterrà la grazia di un no, ma il nome aggiunto a penna, in coda, volatile, con calligrafia frettolosa e arruffata, indecifrabile, del tutto provvisorio. La successiva stampa dell'elenco potrà dimenticare senza imbarazzi queste aggiunte incidentali, non certificate.
Non si figura e non si compare, neppure come comparse. La macchina societaria confida che ci si rassegni al suggerimento implicito, si prenda atto dell'inconsistenza e si agisca; merita forse di continuare a giocare chi ha saltato il turno? Non importa se fu distrazione o malattia, se l'avviso di comparizione fu smarrito nei meandri postali, distrutto per sbaglio o sottratto per calcolo. Non importa se non fummo avvisati dell'appuntamento, né se appuntamento ci sia stato. Certa e indubitabile è la mancanza.
Anni addietro si credeva che metodo e impegno, protratti fino allo sfinimento, sarebbero bastati: e davvero lo sfinimento si è protratto, precipitando in stabile evanescenza, la cui durata è rancore.

19 giugno 2008, 00:42

L'impiegato non risponde più. Ha cominciato a percorrere il cerchio, e procede con soddisfazione crescente. Ora la rotazione delle pareti è continua, e il perenne stato confusionale che ne deriva gli dà una lieve, salutare ebbrezza. La frequenza del passo può essere regolata a piacimento: velocità elevate aumentano lo stato di eccitazione, mentre la lentezza favorisce il ragionamento, è vero che lascia spazio alla paura, ma questa può essere addirittura piacevole, dal momento che dipende dalla volontà. Gli schizzi d'acqua, la resistenza dell'aria, la mutevolezza del panorama, che svela nuovi particolari a ogni giro: tutto gli fa allegria, alza le braccia in alto, le mani aperte, le dita ben divaricate, ha voglia di cantare, la musica in testa ce l'ha, solo non ricorda bene le parole.


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19 giugno 2008, 00:25

"Anzitutto dovete migliorare la vostra alimentazione: mangiate leggero, e controllate l'alito. Molti di voi sono sovrappeso, altri dimostrano una sciatteria inammissibile. Servono lavandaie, stiratrici; ma prima di tutto la vostra buona volontà, sapone e biancheria rammendata come si deve. Distribuirò io stesso il profumo adatto. Vi insegnerò il segreto della simpatia, vi mostrerò come accavallare le gambe: l'angolo corretto, colore e lunghezza del calzino, tutto. E poi abbiate rispetto gli uni per gli altri, o meglio ancora, ammirazione. Apprezzate la genialità del collega, congratulatevi con lui per i risultati raggiunti, ridete alle sue battute. Amatelo più della vostra automobile, poiché io vi amo più della mia".


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