giallopina
Una città tentacolare. Un groviglio sinistro di sensi unici. La furia defecatoria dei cani, metodica e inesauribile. Le code logoranti al supermercato. La crudele lotta per un posto in terza fila. Ma non c'è enigma che tenga per Pina, sagace bidella in pensione. Tra una chiacchiera e l'altra nella vecchia latteria all'angolo di via Scaldaseggio, anche il caso più intricato si dipana come per magia. E il bene, se non trionfa, ottiene almeno una proroga dello sfratto.
Un martedì d'aprile. Il mondo va a rotoli, ma in via Scaldaseggio i giornali sono sempre scritti nero su bianco, e la pioggia continua a cadere dall'alto verso il basso, soprattutto gelida e scrosciante quando simpaticamente ti sorprende senza ombrello. Così il buon Oreste si è rifugiato nella solita latteria e ha offerto un caffé alla signora Pina.
Una lite furibonda "Non si capisce più niente, signora Pina. Era la piazza più tranquilla
della città. Ora non passa giorno senza che scoppi un guazzabuglio. Sabato dal
salumiere, al 15. Domenica all'edicola. Ieri i coniugi Silenzi".
La signora Pina annuisce. Dei Silenzi è già al corrente. Una lite furibonda a partire
dalle 20.43, poi il suono agghiacciante di una sforbiciata. Un'altra. E ancora, e ancora.
Poi una finestra che si apre, e un tonfo sordo sul selciato sottostante. La signora
aveva scoperto quindici canne da pesca nel doppio fondo dell'armadio della loro camera
da letto. Aveva sempre odiato il pesce, e non sopportava che il marito andasse a pescare.
Così aveva fatto a brandelli le sue amate riviste (la collezione completa di Trota d'altura
e Pescatori si nasce) e aveva buttato tutto quanto dalla finestra. Lui se l'era svignata in
ciabatte, dileguandosi in via Bracchi a insospettabile velocità.
Ma il salumiere?
Il salumiere pentito "Inspiegabile, signora Pina. Lo conosciamo tutti, no?
Un imbroglione fatto e finito, una canaglia, a dirla tutta. E sabato mattina lo troviamo
che piange, e supplica di perdonarlo per tutte le schifezze che ci ha venduto, e regala
a chi un prosciutto, a un altro una toma della val Mezzana. La gente scuoteva la testa...
molti rimpiangevano le care, vecchie fregature. Perché, capisce? Da un pentito puoi
aspettarti di tutto. Il signore della toma poi è svenuto appena fuori dal negozio. Sa,
quella toma avrebbe steso un cavallo".
La signora Pina è veramente stupita, adesso. Ormai è chiaro che non si tratta di casi
isolati. La sua mente formidabile frulla a pieno regime... bisogna trovare il povero
Silenzi. Prima che lo trovi la moglie.