evenienze
27 aprile 2009, 12:21
It is, instead, I believe a highly characteristic aspect of Berlusconi's very particular political style, in which the traitional boundaries between public and private, and between entertainment values and political values, have been erased.
Da qui.
2 marzo 2009, 10:55
Il tema è tanto più evidente quando il Sé non è considerato soltanto l'essenza profonda del singolo individuo, ma diventa una realtà collettiva e misteriosa. Freud stesso, secondo alcuni interpreti, sarebbe stato profondamente influenzato nella sua scoperta dell'inconscio da temi dell'antico gnosticismo pervenutigli attraverso la Cabbala ebraica.
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Per i nostri propositi non possiamo non tener conto del periodo americano, in cui Reich ha avvertito se stesso - a differenza di Groddeck, spesso esplicitamente - come il continuatore in termini psicoanalitici dell'antico gnosticismo, di cui adotta - certo rileggendolo in modi imprevisti - lo schema del pleroma, della caduta e del ritorno.
[...]
Su Carl Gustav Jung (1875-1961) esistono intere biblioteche: non tenteremo neppure, qui, di offrire una sintesi del suo pensiero. Ci interessa invece mostrare in che senso Jung abbia potuto essere definito il più tipico fra i neognostici della psicologia del profondo...
Da Il ritorno dello gnosticismo, M. Introvigne, SugarCo.
17 febbraio 2009, 23:58
A me sembra, ogni tanto, di percepire la mia immaginazione che parla e che fa da sola come se io non ci fossi, anzi come se io fossi semplicemente un teatrino dove l'immaginazione dà spettacolo. È più o meno così che scrivo i miei racconti: guardo lo spettacolo e lo trascrivo.
Da qui.
9 febbraio 2009, 23:28
"Ma la sindrome cittadina, acquisita come una personalità altrui che ci invade e ci determina, non mi ha mai abbandonato. A Trieste si sa, molto meglio che in qualunque altro posto io abbia abitato, e prima, che nessuno può fare nulla, che pretendere di vivere è da megalomani, che la storia non ci insegna nulla, che il diritto è una illusione. A Trieste si sa bene che il lavoro di qualità, quello vero che implica la trasformazione delle sostanze e delle essenze, oltre che delle apparenze, non troverà nessuna ricompensa".
Da qui.
9 febbraio 2009, 15:58
"In a nutshell, composition is all about balance. It's all about balance between light and dark, warm and cool, big and small, rhythm, pattern, line, curves, impact, negative space, texture and a lot more".
Da qui.
22 gennaio 2009, 15:36
Thors Provoni si svegliò. E non vide nulla, solo abissi di tenebra che lo attorniavano. Ci sono dentro, si rese conto.
"È esatto" disse il Frolixiano. "Sono rimasto alquanto turbato quando ha ceduto al sonno... come lo chiama lei."
"Morgo Rahn Wilc" disse Provoni, rivolto alle tenebre. "Tu sei portato a preoccuparti troppo. Noi dormiamo ogni ventiquattro ore; dormiamo da otto a..."
"Questo lo so" disse Morgo. "Ma rifletta sulle circostanze in cui ciò si verifica: gradualmente lei smarrisce la sua personalità, il suo battito cardiaco rallenta, il ritmo del respiro si abbassa... tutto ciò assomiglia moltissimo alla morte."
"Ma tu sai che non è così" sottolineò Provoni.
"È il funzionamento mentale che cambia più di ogni altro, e che ci mette a disagio. Lei non ne ha coscienza, ma mentre dorme si svolge un'attività mentale molto insolita e violenta. Prima di tutto, entra in un mondo che in un certo senso le è familiare... nella sua mente si trova insieme ad amici personali, a nemici, a conoscenti dell'ambito sociale, che possono parlare e interagire con lei."
"In altre parole," disse Provoni "inizio a sognare."
"Questo genere di sogni costituisce una specie di riepilogo della giornata, di ciò che ha fatto, delle persone a cui ha pensato, di quelle con cui ha parlato. Non è questo ad allarmarci. È la fase successiva. Sprofonda verso un livello inferiore, molto più interno; incontra personaggi che non ha mai conosciuto, situazioni che non ha mai vissuto. Inizia una disintegrazione della sua persona, in quanto entità singola; si fonde con entità primordiali dagli attributi divini, che possiedono un enorme potere; mentre si trova in questo stato lei corre il serio pericolo di..."
"L'inconscio collettivo" disse Provoni. "Scoperto dal più grande dei pensatori umani, Carl Jung. Un'abreazione che risale oltre il momento della nascita, spingendosi fino a vite interiori, a luoghi precedenti... e popolata di archetipi, come Jung..."
"Jung ha fatto presente che uno di questi archetipi potrebbe, in qualsiasi momento, assorbirvi? E che una riformazione della vostra persona non avrebbe più modo di verificarsi? Che sareste soltanto un'estensione ambulante e parlante di quell'archetipo?"
"Certo che lo ha fatto presente. Ma non è di notte, durante il sonno, che l'archetipo assume il sopravvento, bensì durante il giorno. È quando compaiono durante il giorno che sono pericolosi... perché è allora che la persona viene distrutta."
"In altre parole, quando dorme mentre è sveglio."
Riluttante, lui disse: "Esatto."
Da Nostri amici da Frolix 8, P. K. Dick, Fanucci.
20 gennaio 2009, 09:09
In questo percorso mi sono perso più volte, volutamente. Non ero alla ricerca di nessuna sensazione forte, ho aspettato che lo spazio mi narrasse una delle sue possibili storie. È il racconto di presenze forti che sopravvivono ai destini dei luoghi. Presenze in grado di turbarti per la loro silenziosa vitalità.
In questo viaggio sono partito con la convinzione di esplorare un luogo reale... è accaduto invece che l'obiettivo della macchina fotografica, che avrebbe dovuto "guardare fuori", osservare la realtà, abbia finito con il "guardare dentro" e proiettare nel mondo una dimensione atemporale.
Da Perdersi a guardare, Mimmo Jodice, Contrasto.
7 gennaio 2009, 18:21
Esiste un problema della riconoscibilità sociale degli scrittori e dei poeti. Esso è generato in parte dalla riduzione degli scrittori, da parte del complesso editoriale-industriale, a "fornitori di testi" - riduzione che molti scrittori accettano allegramente - e in parte dall'efficienza del divide et impera praticato negli ultimi trent'anni sia dal complesso editoriale-industriale sia dalle grandi organizzazioni ideologiche, esso stesso allegramente accettato da molti scrittori. Oggi ciascuno di noi se ne sta solo, con il cuore trafitto da un'indagine di mercato o da un'appartenenza ideologica.
Da un'intervista a Giulio Mozzi, qui.
La scienza vuole un solo genere di doni: vuole che siano fatti verificabili, controllabili, ripetibili. E, nella loro lunga storia, gli dèi celati nell'ignoto sanno che i doni più preziosi non appartengono a quella categoria: inverificabile, incontrollabile, irripetibile è innanzitutto la felicità. Si ripropone qui la fatale astuzia di Prometeo: gli uomini fanno in modo di ottenere la parte grassa dell'offerta, quel nucleo di energia che però presuppone la fame e la morte. Gli dèi accettano di farsi ingannare, con un lieve cenno di sarcasmo: avranno solo i fumi del sacrificio, quei profumi incontrollabili, dispersi nell'aria, che però sono puro piacere e non presuppongono la fame e la morte.
Da La rovina di Kasch, R. Calasso, Adelphi.
La bellezza è una sfinge, un enigma, un mistero che ci esaspera in modo doloroso. Vorremmo nutrircene, ma non è altro che un oggetto da guardare, e si manifesta solo a una certa distanza. Il grande dolore della vita umana è che guardare e mangiare sono due operazioni differenti. [...] Forse i vizi, le depravazioni, i crimini sono, nella loro essenza, quasi sempre o addirittura sempre tentativi di mangiare la bellezza, tentativi di mangiare ciò che bisogna soltanto guardare.
Da Attesa di Dio, S. Weil, Adelphi.