Connettività, sistemi, usabilità. Tutti i mondi introvabili sono sotto la loro custodia.

aziendalia

09/10/2005 14:51:00

Bambini travestiti da pagliacci, ballerini in erba, piccoli scienziati, seduttori in miniatura. Li fanno sfilare, recitare, li mettono in posa; poi ridono di loro, anziché della propria sciocchezza e volgarità, di cui essi, involontariamente, nello sforzo di compiacerli, sono la parodia rivelatrice. Oppure li divorano negli scantinati, li vendono, li scambiano: il mercato ha fame di sentimenti, di maternità irresponsabile, di carne intatta, su cui mettere il timbro di origine controllata. Il mito dell'innocenza adesca le signore madri, amorevoli e sollecite con i loro corredi di culle bambagia e completini, quanto gli orchi; eppure questi ultimi, nei loro trasporti bestiali, reagiscono all'ombra che l'infanzia più luminosa e pura nasconde, come un insetto dai colori inquietanti annidato nell'erba di primavera.
Quelli che cresceranno, gli scampati, passano al torchio delle scuole e delle società per inazioni. Vergognarsi è un'abitudine, in superficie non si vedono più nemmeno le cicatrici; ma giù in fondo l'insetto, gonfio di veleno, aspetta con pazienza una crepa, un pretesto, un niente.