fantassenza
28/09/2008 17:51:00
Quando costante della prima amicizia, cui il cuore bambino crede come a qualcosa di reale, diventano le promesse non mantenute, gli appuntamenti mancati, e l'affetto è continuamente ferito dai tradimenti, a tempo debito si impara a riconoscere quest'altalena in ogni piega del mondo, a far decantare il miele amaro delle delusioni. L'oggetto desiderato, che la promessa lascia intravedere, viene infine sottratto quasi regolarmente, o la promessa viene sconfessata, anzi fu un malinteso, un errore di protocollo. Rifare i documenti, presentarsi l'indomani mattina. C'era ma è temporaneamente esaurito, non c'è, non c'è mai stato. Abboccare ogni volta, senza perdersi d'animo né curarsi del ridicolo; accettare non renitenti le umiliazioni. Capire che la sottrazione è il segreto della presenza, l'astuzia che smuove, attira al di là. Proseguire nell'abbruttimento, consumarvi ogni risorsa, lasciare che l'identità pubblica vi si corrompa e si svuoti, afflosciandosi infine come un sacco. Potrà allora, se issata in cima a una picca, gonfiarsi al vento.