fantassenza
30/03/2010 01:16:00
Non ha timore di far sentire la sua voce, e le parole scorrono e fanno ressa come nuvole scompigliate dal vento furibondo di marzo. Non si preoccupa di stancare o annoiare l'uditorio, poiché sa che il suo discorso ha un posto nel mondo, e come tutto ciò che cresce ha diritto alla primavera. Se l'angoscia lo coglie, scoppia in lacrime, disperato e inconsolabile; se la felicità lo sorprende, nulla può trattenere o rimandare la sua gioia, che è rara e preziosa, e non può essere conservata per il futuro; abita infatti oltre la cortina del tempo. Ovunque vada, non è solo, poiché gli è compagno l'invisibile. Di mostri raccapriccianti riconosce la bellezza innocente, e se ne rallegra. Niente lo rattrista come la necessità, in cui non ha fede; vi si ribellerà sempre, finché le circostanze e un tardivo buon senso non lo costringano alla conversione. Il suo coraggio non ha incrinature, né esita a mentire; menzogna e verità lo tengono entrambe per mano, sorelle troppo somiglianti per non indulgere nel gioco dello scambio. Trova meraviglie in ogni pertugio, meccanismi prodigiosi sotto la ruggine, e ogni suo simile è l'amico con cui attraversare questi eterni pomeriggi di sole. Tale è l'uomo, nei suoi cinque anni.