noi, chi?
Il peccato viene, infine, a sollevare dall'incubo della presenza. Grazie a piccoli peccati circoscritti si frappone una distanza sufficiente per non soffocare, e tuttavia l'immaginazione resta pericolosamente presaga, labile ed esposta, un movimento sbagliato fa correre brividi lungo la schiena. Un dono deposto davanti a una porta chiusa, come d'accordo. Si respira a pieni polmoni, e l'aria sembra dolce e inebriante, nella sua fermezza. Si cammina per giorni, confortati da questa nuova monotonia, ubriachi di parole tonde e lisce, che rimbalzano senza ferire né ammaccare, finché ci lasciamo alle spalle ogni segno distintivo, e accogliamo con curiosità la vertigine di sentirci smarriti.