evenienze
07/01/2009 18:21:00
Esiste un problema della riconoscibilità sociale degli scrittori e dei poeti. Esso è generato in parte dalla riduzione degli scrittori, da parte del complesso editoriale-industriale, a "fornitori di testi" - riduzione che molti scrittori accettano allegramente - e in parte dall'efficienza del divide et impera praticato negli ultimi trent'anni sia dal complesso editoriale-industriale sia dalle grandi organizzazioni ideologiche, esso stesso allegramente accettato da molti scrittori. Oggi ciascuno di noi se ne sta solo, con il cuore trafitto da un'indagine di mercato o da un'appartenenza ideologica.
Da un'intervista a Giulio Mozzi, qui.
La scienza vuole un solo genere di doni: vuole che siano fatti verificabili, controllabili, ripetibili. E, nella loro lunga storia, gli dèi celati nell'ignoto sanno che i doni più preziosi non appartengono a quella categoria: inverificabile, incontrollabile, irripetibile è innanzitutto la felicità. Si ripropone qui la fatale astuzia di Prometeo: gli uomini fanno in modo di ottenere la parte grassa dell'offerta, quel nucleo di energia che però presuppone la fame e la morte. Gli dèi accettano di farsi ingannare, con un lieve cenno di sarcasmo: avranno solo i fumi del sacrificio, quei profumi incontrollabili, dispersi nell'aria, che però sono puro piacere e non presuppongono la fame e la morte.
Da La rovina di Kasch, R. Calasso, Adelphi.
La bellezza è una sfinge, un enigma, un mistero che ci esaspera in modo doloroso. Vorremmo nutrircene, ma non è altro che un oggetto da guardare, e si manifesta solo a una certa distanza. Il grande dolore della vita umana è che guardare e mangiare sono due operazioni differenti. [...] Forse i vizi, le depravazioni, i crimini sono, nella loro essenza, quasi sempre o addirittura sempre tentativi di mangiare la bellezza, tentativi di mangiare ciò che bisogna soltanto guardare.
Da Attesa di Dio, S. Weil, Adelphi.