la Rete è altrove
Genti strane e diverse
Dalle mura dei continenti aziendali agli sfuggenti arcipelaghi corsari. Usi, costumi e bizzarrie di chi vive oltre l'orizzonte, là dove i fari notturni si contraddicono e la vita reale vale una risata.
La geografia della Rete non è materia di studio. Nessun metodo, nessuna teoria reggono ai suoi capricci furibondi. È un groviglio incontrollabile ed elusivo di piste mal tracciate, evanescenti, che girato l'angolo si perdono, e mai che mantengano quel che promettono. Lo stesso vale per i viventi e meno viventi che la popolano. L'ambiente e il clima, apparentemente sottili ma proprio per questo più invadenti e pervasivi, hanno plasmato razze, volti e lingue con spassionata e non sempre felice anarchia.
Una saggezza antica Si componga sul pannello www.babbazzi.com. La sfera proietterà la nave davanti a un'isola di alte scogliere, in mezzo a cui dovrà destreggiarsi per farle raggiungere un approdo sicuro. Terra aspra e cattiva nutrice, offre quale unico sostentamento la caccia al mammifero femmina. I Babbazzi ne tramandano l'arte, fatta di appostamenti, trappole, filastrocche e complicati calcoli statistici. Una sapienza spesso ascetica e amara nelle sue applicazioni pratiche; ma i Babbazzi sono depositari di un'altrettanto profonda scienza alcoolica in grado di lenire le delusioni, sopire la fame, ridestare le illusioni.
Terre rombanti Dalle rupi impervie dei Babbazzi, la sfera posa dolcemente la nave sul litorale piano e chiassoso dei Tabbozzi (www.tabboz.com). Fra piste da ballo inondate di liquami, professori da corrompere per ottenere la sufficienza, aziende in cui l'unico mezzo per non essere licenziati è un'innominabile pratica adulatoria verso i superiori, il viaggiatore potrà vestirsi di plastica fosforescente, raccogliere infiniti due di picche corteggiando i ruvidi Tabbozzi femmina, sperimentare avventurosi pestaggi spaccaossa. Un mondo eroico, dove ciascuno vale per quanto mostra.