il mondo vero
Gli scopritori
Lo
Ha compiuto venticinque anni nel 1991. Nei bassifondi della metropoli ha trascorso un periodo imprecisato, denso di esperienze tumultuose alla ricerca di una vocazione. Nel '92 pubblica una grammatica della lingua segreta dei gatti, con accluso piccolo vocabolario. Nel '93 sogna una società senza ferri da stiro, automobili di colore grigio e assicurazioni. Nel '94 fonda un comitato per la difesa degli odori molesti. Nel '95, in seguito a un terribile raffreddore, enuncia la teoria degli spifferi spazio-temporali, che troverà piena conferma cinque anni più tardi.
Val
Ha compiuto tre anni nel 1982. In tempi non sospetti ha cavalcato il suo scintillante cavallo a motore per le praterie del Sud, tornando indenne dai pittoreschi tramonti d'Oriente, dall'emozionante oasi di Tuz-Tuz, dalle cupe valli del Tarro Inferiore. Il suo genio si è dapprima manifestato nell'ardita realizzazione del MokaRadar, in grado di rilevare una tazza di caffè espresso nel raggio di cento metri. Come dimenticare poi la telegrattugia dall'ovvio impiego, e il fitofono, per quelle piante cui non manca che la parola? Ma è al termine di un corso di elettronica per corrispondenza che disegna quasi per gioco l'abracadabra a transistor, insospettabile nucleo del futuro eteroricevitore.
Qualcuno in ascolto
"...davo gli ultimi ritocchi al mio abracadabra... non avevo ancora un'idea precisa di quello che stavo facendo. Per questo l'avevo chiamato abracadabra: se non serve a niente, pensavo, se ne può fare di tutto. Mi ero ritirato in quel ripostiglio, al riparo dalla curiosità e dall'invidia dei colleghi, che definivano la mia creazione 'un irrimediabile catorcio'. Mi cade una vite sotto il tavolo su cui sto armeggiando. Rovisto fra le cianfrusaglie. Niente. Mi metto carponi, frugo più a fondo. Urto una gamba del tavolo, e una delle sferette collegate al mio marchingegno da sottili fili di rame scivola dal piano e mi spenzola davanti agli occhi, a poca distanza da terra. Sento un rumore provenire dall'alto: le lancette degli indicatori sbattono a fondo corsa, strigliate da un vento invisibile. Era proprio là sotto: la porta, la falla, il buco. Forse il Buon Qualcuno ci aveva messo una toppa tanto tempo fa, ma niente da fare. Era aperta". ---Val, programmatore pleonastico
"Quando Val mi ha mostrato il suo catorcio con gli indicatori impazziti mi sono detto: ecco, è successo. Ne abbiamo trovato uno. Gli ho parlato degli spifferi. Del sogno di trovare qualcuno, là fuori, in ascolto". ---Lo, grafico astratto