that's IT!
Certificarsi o morire
Ormai è chiaro: sopravviverà chi potrà esibire più certificazioni. La cultura del modulo, del timbro e della carta bollata sta per conquistare le ultime terre vergini, le lande selvagge dove gli uomini erano ancora uomini e assemblavano il codice con martello, incudine e le loro manacce callose. Mai più libere scorribande nella foresta dei linguaggi, mai più pericolose incursioni nelle paludi infestate da spaventosi bachi alligatori. È il burotecnico l'eroe del domani.
Come in passato, il diluvio di offerte ha fatto nascere una domanda: ma a che servono queste certificazioni? Corsi, esami, manuali: un giro d'affari consistente e perfettamente legale. Aziende, società per inazioni, confraternite e conventicole fanno a gara per aggiudicarsi i possessori degli agognati diplomi, con mezzi leciti e illeciti, dall'adescamento alla corruzione. Già quindici i rapiti. Fiorisce lo spaccio di certificazioni contraffatte, che vengono proposte in pacchetto con una copia pirata del prodotto e con un programmatore in versione demo. Nella febbre generale, InfoTech non ha voluto essere da meno, e da oggi può fregiarsi di due etichette prestigiose: il certificato di validazione XHTML 1.0 e il riconoscimento di validità CSS. Entrambi ottenuti con le impersonali congratulazioni del W3C.