Connettività, sistemi, usabilità. Tutti i mondi introvabili sono sotto la loro custodia.

that's IT!

Un virus non fa la felicità

I profitti salivano. I contratti fioccavano. Clienti a sciami come cavallette bibliche, creduli, bonari e ricolmi di quattrino. Così la DuPoll Infronetics stava per sbaragliare il mercato, rivoluzionare la Rete, fondare un nuovo credo informatico. Liturgie pronte e approvate, santi e martiri già sul piedistallo. Sogni di gloria sfumati nel nulla, da quando il temibile virus WinFuffa_32 è stato individuato nei bassifondi delle memorie e nelle tracce secondarie dei dischi condivisi.

Si tratta di un virus subdolo, infido, senza dignità, senza vizi. Non mangia, non beve, non dorme. Non fuma. E neanche... no, neanche. Non fa altro che lavorare. Lavora, sorride e non discute. Si annida nelle cantine, nel buio, nella polvere, dove si moltiplica indisturbato. Si attacca agli eseguibili, che vengono eseguiti al quadruplo della velocità originale, e di solito muoiono molto giovani ma, per effetto del virus, sorridendo. Si impadronisce dei cicli inerti del processore, vanga le piste dismesse dei vecchi dischi, vuota e riempie senza sosta e senza senso le celle libere di memoria. La squadra disinfestazione l'ha spazzato via, e la produttività della DuPoll è scesa a livelli polari. Infuriano le polemiche: avevano compilato, prima di procedere, gli appositi trentadue moduli? E qualcuno ha fatto la domanda capitale: chi è il virus di chi?