26 gennaio 2010, 23:51
Ma una cosa so di certo: nella mia vita futura sarò un magnifico zero, rotondo come una palla. Da vecchio sarò costretto a servire giovani tangheri presuntuosi e maleducati, oppure farò il mendicante, oppure andrò in malora.
R. Walser, Jacob von Gunten
18 novembre 2008, 12:24
Smarrita, con grato oblio, la percezione della potenza, in Burlandia gli affari e le relazioni si trattano come questioni di potere, in cui è il rapporto di forza, presunta o reale, a determinare le decisioni. Poiché le forze, per loro evanescenza, tendono a salire verso l'alto, come inconsistente vapore che tuttavia ottunde la vista, e attraverso tubature e scale si raccolgono agli ultimi piani, attorno ai poteri che di lassù, grazie a gessati impeccabili, esercitano i loro compiti istituzionali, mentre ai piani bassi, e in generale in tutte le costruzioni di umile levatura così come per le strade e le piazze, quasi non ve n'è traccia, caporali e guardaparco sono costretti a un continuo esercizio di millanteria, inventando tutt'intera un'autorità di cui a malapena hanno percepito il refolo nelle narici dilatate.
Si è osservato che l'autorità è, in Burlandia, quasi sempre vacante: di qui l'avvicendarsi di supplenti, di ogni ordine, grado e livello, che occupano uffici e scrivanie come inquilini sull'orlo dello sfratto. Questa filosofia amministrativa, diffusa tanto nell'impresa pubblica che in quella privata, evita che qualcuno di provata capacità possa confermarsi in una posizione, in primo luogo perché non gli si consente di dar prova; inoltre bandisce la capacità stessa dal novero delle qualità richieste, poiché il mantenimento di una supplenza deriva molto più dal favore dei vicini e dei superiori che da risultati impossibili a ottenersi in così breve tempo. Tuttavia anche questo non è sfuggito al genio del paese: che risultati impossibili divengano non solo possibili, ma immediati, quando non ci si curi di ottenerli effettivamente, ma ci si limiti a dichiararli.
23 settembre 2009, 09:53
Il luogo comune degli idraulici inabili alla vita pratica ha evocato ormai in forma stabile la corrispondente realtà: non saper fare cose manuali o annoiarsi per gli aspetti tecnici dell'attività creativa sono i requisiti minimi che si richiedono all'idraulico affermato. Se aspirano alla condizione di personaggi o l'hanno già conseguita e intendono conservarla, sono abbastanza accorti da non vantarsi di tali ripulse e incapacità, ma riconoscono il valore della tecnica e delle mani sporche; purché siano mani altrui. Il fascino residuo che aleggia intorno al loro mestiere è ancora sufficiente ad allettare qualche manovale di campagna, che si presterà a soccorrerli alla bisogna, senza compenso, anzi grato dell'onore che gli tocca.
26 febbraio 2008, 12:48
Sul Negev scende la notte d'autunno
e accende le stelle in silenzio
il vento oltrepassa la soglia
le nuvole sorvolano la strada
Già un anno. Ci accorgemmo appena
delle stagioni trascorse sui nostri campi
già un anno, e rimaniamo in pochi
molti dei nostri non sono più
Ma di tutti ricordiamo
la bellezza dei capelli e dei volti
il compagno non si può dimenticare
consacrato nel sangue, l'amore
fra noi torna a fiorire
Amicizia, ti portiamo con noi senza parole
muto granito grigio
nelle lunghe notti di terrore
tu rimani chiara e luminosa
Amicizia, tu sei giovane come tutti loro
sorrideremo nel tuo nome, cammineremo ancora
i compagni caduti sopra le loro spade
lasciarono la tua vita per ricordo
VEDI E ASCOLTA: Harel Skaat
TESTO ORIGINALE: HaRe'ut