Connettività, sistemi, usabilità. Tutti i mondi introvabili sono sotto la loro custodia.

EVENIENZE

6 luglio 2010, 16:05

I teologi affermano e cantano, talora in poesia e talora in prosa, che il dio è per natura incorruttibile, ma che, per effetto di una legge fatale, va soggetto a trasformazioni. E talvolta brucia nel fuoco la sua natura, eguagliando tutte le sostanze in un magma unico; altre volte si moltiplica in ogni sorta di forme, di proprietà e di stati - come accade attualmente - e con il più illustre dei suoi appellativi è chiamato "mondo".

Plutarco, L'E di Delfi

BURLANDIA

18 novembre 2008, 12:24

Smarrita, con grato oblio, la percezione della potenza, in Burlandia gli affari e le relazioni si trattano come questioni di potere, in cui è il rapporto di forza, presunta o reale, a determinare le decisioni. Poiché le forze, per loro evanescenza, tendono a salire verso l'alto, come inconsistente vapore che tuttavia ottunde la vista, e attraverso tubature e scale si raccolgono agli ultimi piani, attorno ai poteri che di lassù, grazie a gessati impeccabili, esercitano i loro compiti istituzionali, mentre ai piani bassi, e in generale in tutte le costruzioni di umile levatura così come per le strade e le piazze, quasi non ve n'è traccia, caporali e guardaparco sono costretti a un continuo esercizio di millanteria, inventando tutt'intera un'autorità di cui a malapena hanno percepito il refolo nelle narici dilatate.
Si è osservato che l'autorità è, in Burlandia, quasi sempre vacante: di qui l'avvicendarsi di supplenti, di ogni ordine, grado e livello, che occupano uffici e scrivanie come inquilini sull'orlo dello sfratto. Questa filosofia amministrativa, diffusa tanto nell'impresa pubblica che in quella privata, evita che qualcuno di provata capacità possa confermarsi in una posizione, in primo luogo perché non gli si consente di dar prova; inoltre bandisce la capacità stessa dal novero delle qualità richieste, poiché il mantenimento di una supplenza deriva molto più dal favore dei vicini e dei superiori che da risultati impossibili a ottenersi in così breve tempo. Tuttavia anche questo non è sfuggito al genio del paese: che risultati impossibili divengano non solo possibili, ma immediati, quando non ci si curi di ottenerli effettivamente, ma ci si limiti a dichiararli.

FANTASSENZA

28 maggio 2010, 14:31

Si capì, in seguito a mirati esperimenti di ingegneria sociale, che il lavoro non comportava necessariamente una retribuzione commisurata, anzi le due cose erano del tutto indipendenti. Si può pagare molto chi non fa nulla o fa peggio, danneggiando il prodotto per incapacità e supponenza, e castigare impegno e passione con un salario basso, o qualche vaga promessa di un contratto futuro. A questa raggiunta consapevolezza, grazie anche al superamento di vecchie remore, si deve il mirabile ridimensionamento dei problemi dell'occupazione: ora nessuno teme di assumere, poiché assumere non significa pagare, e neppure fa più paura il laureato da adibire al carico e scarico delle merci, subalterno di capi più giovani, svogliati e faciloni, inclini per natura o per abitudine all'umiliazione dei sottoposti; si è imparato infatti che l'uomo è ciò che fa, sicché un'attività servile renderà servo chi vi è costretto. Se poi l'attività non fosse servile di per sé, ci si preoccupa di renderla tale sfrondando o congelando con regole le parti per le quali occorrerebbe discernimento, finché sia alla portata di un asino alla stanga.

CON/VERSIONI

26 febbraio 2008, 12:48

Sul Negev scende la notte d'autunno
e accende le stelle in silenzio
il vento oltrepassa la soglia
le nuvole sorvolano la strada

Già un anno. Ci accorgemmo appena
delle stagioni trascorse sui nostri campi
già un anno, e rimaniamo in pochi
molti dei nostri non sono più

Ma di tutti ricordiamo
la bellezza dei capelli e dei volti
il compagno non si può dimenticare
consacrato nel sangue, l'amore
fra noi torna a fiorire

Amicizia, ti portiamo con noi senza parole
muto granito grigio
nelle lunghe notti di terrore
tu rimani chiara e luminosa

Amicizia, tu sei giovane come tutti loro
sorrideremo nel tuo nome, cammineremo ancora
i compagni caduti sopra le loro spade
lasciarono la tua vita per ricordo


VEDI E ASCOLTA: Harel Skaat
TESTO ORIGINALE: HaRe'ut